Startup e Sostenibilità: Intervista a Hexagro
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Grazie ad Eleonora Vita per aver collaborato al progetto

Il ciclo di interviste “Startup e Sostenibilità” nasce dall’esigenza di rivolgere la nostra attenzione ad una tematica delicata e attuale come quella della sostenibilità, mission che riguarda tutti noi da vicino, soprattutto dal punto di vista sociale.

La Commissione delle Nazioni Unite per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile ha affermato che “lo sviluppo è sostenibile se è in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

Regolatori pubblici, privati e società civile sono chiamati a cooperare in maniera strategica e mirata per far fronte all’emergenza sociale e climatica che riguarda tutti da vicino.

Alla luce degli Obiettivi dell’Agenda 2030, del progetto di direttiva europea sulla “due diligence” per le imprese in materia di diritti umani e ambiente nonché della XXVI Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi lo scorso novembre a Glasgow, abbiamo pensato di rivolgerci direttamente al settore privato delle startup, da tempo impegnato sul fronte sostenibilità.

Questa iniziativa ha, dunque, lo scopo di scoprire e conoscere da vicino queste realtà aziendali, creando un momento di confronto e di inclusione.

Prima protagonista delle nostre interviste è la startup Hexagro, progetto nato nel 2013 dalla tesi di laurea di Felipe Hernandez, co founder e CEO. La startup ha poi avviato ufficialmente le sue attività nel 2016, dopo essersi stabilita a Milano.

Hexagro si impegna nello sviluppo tecnologico di agricoltura verticale per facilitare la coltivazione, anche dai “non-esperti”, di prodotti freschi in ogni spazio. Tra i loro prodotti principali spiccano il Living Farming Tree, un sistema di coltivazione verticale ispirato ai principi del design biofilico completamente automatizzato e l’ultimo arrivato Poty, un giardino verticale modulare con un sistema di fertirrigazione che nutre le piante con micro-gocce nutritive per fornire gli elementi necessari per una crescita efficiente e sana.

Infine, tramite il progetto “Siembra Vertical Social”, Hexagro supporta le comunità locali in contesti in cui le conseguenze del riscaldamento globale, del degrado del suolo e dell’urbanizzazione stanno colpendo maggiormente gli agricoltori come, ad esempio, in Colombia.

Di seguito, i due Co-founder Felipe Hernandez e Alessandro Grampa hanno risposto alle nostre curiosità sulla loro realtà.

Avete unito la tecnologia alla natura. Qual è per voi il loro punto d’incontro?

Tecnologia e natura si incontrano nelle nostre soluzioni di agricoltura verticale per riportare il benessere in città grazie alla natura. Chi vive in città ormai è sempre più circondato da ambienti poco ospitali e alienato da angoli verdi di benessere: abbiamo deciso di sfruttare la tecnologia per riportare la natura in contesti urbani in chiave fresca, moderna, e inaspettata. Grazie alle nostre tecnologie di agricoltura verticale è possibile coltivare frutta e verdura fresca in ogni luogo, anche in quelli prima considerati inospitali, riducendo la catena alimentare e offrendo un’esperienza di urban farming unica e arricchente.

Il vostro progetto si basa su una tecnologia disruptive o su un miglioramento incrementale di una tecnologia esistente?

I nostri processi si basano su tecnologie esponenziali, ciò significa tecnologie che raddoppiano in potenza o velocità di elaborazione ogni anno, mentre i loro costi si dimezzano, come Intelligenza Artificiale, Stampa 3D e Internet of Things.

C’è bisogno di voi nel mercato? In che modo la vostra idea è innovativa per la società?

La nostra idea, soprattutto sotto forma del Living Farming Tree, è unica è innovativa rispetto alle altre soluzione di verde e benessere sul mercato perché combina in modo unico e ingaggiante natura e tecnologia. Non solo la natura viene riportata negli spazi urbani grazie alla tecnologia, ma assume una forma nuova e un carattere moderno grazie all’interattività del Living Farming Tree. Gli utenti, infatti, sono in grado di interagire con il Living Farming Tree grazie ad un’interfaccia facile e intuitiva, dove possono monitorare lo stato di crescita delle piante, ricevere fatti e curiosità sulle piante e le tecnologie utilizzate per coltivare, e monitorare lo stato di salute dell’ambiente circostante. L’interazione con il Living Farming Tree e le sue piante è un semplice ma potente strumento per aumentare felicità, produttività e benessere: non solo l’interazione con le piante riduce lo stress, ma migliora anche la qualità dell’aria, rallegra lo spazio e crea luoghi di studio, lavoro e svago piacevoli, coinvolgenti e salubri. È il potere del design biofilico che prende vita. Il Living Farming Tree combina natura, design biofilico e tecnologia in maniera nuova e inaspettata per riportare benessere e natura nei luoghi dove ora manca.

Come convertire la realtà dell’agricoltura tradizionale italiana ed europea a soluzioni più innovative?

L’agricoltura in Italia ha una lunga storia fortemente legata alle tradizioni e pratiche locali: piano piano si sta aprendo a tecnologie e soluzioni per diventare sempre più efficace, efficiente e sostenibile, e trasformarsi da agricoltura tradizionale ad agricoltura innovativa. È fondamentale avvicinare questo settore alle sfide odierne legate all’urbanizzazione, la sostenibilità e il cambiamento climatico, attraverso percorsi di formazione e allocazione di fondi per modernizzare la percezione e le tecniche agricole, adottando anche approcci più moderni come l’agricoltura verticale o urbana. L’urban farming è una soluzione per molti aspetti, come ad esempio quello ambientale (avvicinandosi alle città c’è una riduzione della CO2 dovuta alle lunghe tratte che fanno gli alimenti che provengono dalle campagne) e quello sociale (crea nuove opportunità lavorative ed economiche perché permette l’accesso al cibo nelle città anche alle famiglie con un modesto budget).

Progetti futuri?

Hexagro mira a diventare un leader globale nel mondo dell’agricoltura verticale. Immaginiamo una rete decentralizzata in cui le persone possano coltivare il proprio cibo preferito o semplicemente accedere alle opzioni più salutari per loro stessi. Vogliamo portare la natura e il cibo in qualsiasi spazio, rendendo le nostre città più sostenibili e resilienti, e consentire a chiunque, ovunque, di accedere a cibi sani.

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Stay tuned, alla prossima intervista!

Articolo inserito in: Startup e Venture Capital
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