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Calcio, la Coppa del mondo rilancia il ruolo dei legali Ip

  • 2 giugno 2014

Mancano pochi giorni al fischio d’inizio dei Campionati del mondo di calcio Brasile 2014. Oltre al cuore dei tifosi, fibrillano quelli delle imprese che, investendo centinaia di milioni di euro, hanno scommesso sull’evento in termini d’immagine e vendite. Al punto che il Global Advertising Lawyers’ Alliance (Gala), associazione che raccoglie professionisti legali oltre 80 paesi al mondo, ha riscontrato un significativo incremento del fenomeno dell’ambush marketing (marketing parassitario) in relazione a eventi ad alta copertura mediatica, capaci di raggiungere, grazie alle moderni mezzi di comunicazione, un target di milioni (a volte addirittura di miliardi) di persone.

Questa tecnica di marketing è stata assimilata ad «una corsa gratis sul predellino di un mezzo di trasporto pubblico». Contrappone gli interessi e diritti degli organizzatori – ma soprattutto degli sponsor, il cui supporto economico è essenziale per lo svolgimento - di manifestazioni a grande risonanza a quelli di compagnie operanti su scala multinazionale che intendono associare i propri brand, generalmente noti a livello globale, a tali eventi senza però sobbarcarsi il peso economico di una sponsorizzazione ufficiale. Che fare, quindi per far sì che le aziende possano proteggere il proprio investimento? Secondo Ernesto Apa, partner del dipartimento media dello studio legale Portolano Cavallo, «da tempo ormai eventi di grande clamore mediatico come i Mondiali di calcio sono resi oggetto di «imboscate pubblicitarie» poste in essere, spesso con innegabile creatività, da imprese che intendono ottenere visibilità associandosi parassitariamente a detti eventi, senza sostenere i costi elevati per diventare sponsor della manifestazione. Per tutelare gli investimenti degli sponsor ufficiali, i paesi che ospitano eventi di portata globale adottano misure legislative apposite. Anzi, l’adozione di tali misure costituisce un preciso impegno assunto dal paese in cui si svolge l’evento: si pensi agli standard imposti dal Comitato Olimpico Internazionale ai paesi che si candidano ad ospitare i giochi olimpici». Ad esempio, il Brasile ha approvato un’apposita legge per la prossima manifestazione calcistica che introduce sanzioni penali a carico dei soggetti che, al fine di ricavarne un profitto economico o un beneficio pubblicitario, associno ai Mondiali o alla Fifa, direttamente o indirettamente, qualunque prodotto, servizio o marchio non autorizzato dalla Fifa stessa.

Pubblicato su ItaliaOggi.it